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rosegguk's Reviews (594)
Dopo essermi dedicata ad Emily mi sembrava giusto dare spazio ance a Charlotte e devo dire che le due non hanno davvero niente in comune!
Due modi di far vivere i personaggi diversi, per fortuna.
Mi piace di più la magia dell'amor che usa Charlotte per quanto comunque anche lei attinga un pò al soprannaturale.
In alcuni punti l'ho trovato un romanzo un pò morto e a volte avrei voluto strozzare Jane per tutte le sue angoscie mentali.
A partire dal non volere alcun regalo dal signor Rochester... mi chiedo quale senzo abbia tutto ciò, ma io e Jane siamo due caratteri decisamente opposti per quanto entrambe cocciute e senza peli sulla lingua.
Ad ogni modo, mi farebbe piacere ripercorrere un pò i personaggi principale dell'intera vicenda soffermandomi poco su tutti, tanto per non rendere tediosa la recensione XD
Partendo da i primi personaggi che incontriamo... la famiglia Reed, direi che a primo impatto l'unico che mi sembrava degno di rispetto era il defunto... Ho odiato con tutta me stessa il carattere ignobile della signora Reed che se ne è andata come le aveva augurato di sparire; a differenza di Jane io non ho un animo tanto nobile da perdonare in punto di morte XD
Per il caro Jhon direi che si è meritato la sua fine, un bambino assurdo con alcuni lati del carattere impiantati proprio dalla madre.
Le altre due ragazze mi lasciavano per lo più indifferente anche se verso la fine ho trovato una simpatia per le due, poca, ma l'ho provata, soprattutto per la stoica Eliza.
Un piccolo salto a Lowood solo per dovere di cronaca. Mi è piaciuta molto la direttrice come la piccola Helen Burns di cui ho sofferto molto la morte per quanto me l'aspettassi in verità.
Ho dimenticato di dire che nella servitù l'unica degna di simpatia fu Bessie xD
Passando ai Fairfax Rochester...
La signora Fairfax mi è sempre stata molto simpatica anche se mi ha deluso molto quando tentava di allontanare Janet da Edward... anche se probabilmente lo faceva nella consapevolezza dell'esistenza di Bertha... o forse no lo sò.
Per il resto della servitù nulla da dire a parte per Grace Poole che si è meritata una rivalutazione alla scoperta della sua occupazione. Anche io ero caduta nella trappola di Janet e credevo fosse lei la pazza della casa con quella risata demoniaca.
Passiamo ad uno dei miei personaggi preferiti: Adèle, l'ho trovata una bambina dolicissima per quanto invece disprezzata dal signor Rochester, e non ho mai capito del tutto per quale assurdo motivo.
Nonostante il caratteraccio che si ritrova e la bruttezza che gli dona Charlotte io sono riuscita ad innamorarmi comunque di lui. Con la sua Janet tutto in lui cambia, persino la sua fisionomia, un'amore perfetto che distrugge tutto nel momento in cui si vede portare via la sua unica fonte di vita.
Penosa la separazione quanto i mesi di distanza, inziavo a disperare e a credere che non avrei mai più saputo niente di lui!
La famiglia Eyre Rivers mi è piaciuta molto, soprattutto le ragazze.
Per St.Jhon qualche disprezzo ce l'ho. Non riesco a capacitarmi che un cristiano come lui dia tanta leggerezza al matrimonio... non lo comprendo davvero!
{Piccola nota... non sono riuscita a non immaginarmi St Jhon con la faccia di Angeal di Final Fantasy Crisis Core e non ho idea del perchè XD}
Avevo davvero perso le speranze quando impetuoso arriva il richiamo di Edward e tutto il loro ricontro mi ha sciolto il cuore, davvero.
Ho gioito della morte di Bertha Mason per quanto mi avesse fatto pietà, dopotutto non era colpa sua se era pazza.
E rivederli vicini è stata una gioia.
Avrei voluto picchiarlo Edward quando tentava quasi di scacciare Jane per provare a se stesso che non era vero amore ma solo pietà.
Ho capito che dietro quell'aspetto burbero e forte in realtà si celava un animo fragile ed insicuro e questo mi ha fatto amare ancora di più Edward.
Passiamo alla protagonista ora, in conclusione.
Jane Eyre.... dopo il primo capitolo devo dire che avevo già immaginato che diventasse ricca, in qualche modo e quando la Reed le diede la lettera ci sperai di più anche se nulla poi sembrava cambiare, ma mai disperare!
Mi ha un pò scioccata la parentela fra lei e i Rivers ma è stata una piacevole sorpresa!
Per il resto il personaggio di Jane mi piace molto, combattiva, dura con se stessa ed allo stesso tempo dolce, non si è mai piegata fino in fondo sopratutto nell'animo e per questo l'ho apprezzata molto anche se a volte l'ho trovata davvero irritante nei suoi rggionamenti, nell'infliggersi da sè del dolore inutile.
{Apro un'ultima parentesi, dopo aver visto la copertina non ho potuto fare a meno di immaginarla tale, almeno in quella dell'edizione Mondadori! XD}
In conclusione il romanzo mi è piaciuto abbastanza, per quanto a volte pesante, e lo rileggerei volentieri!
Unico appunto a Charlotte: tutti quei riferimenti... ma che pizza ogni volta dover interrompersi per leggere la nota in basso! Alcuni riferimenti li ho trovati inutili. Posso capire quelli biblici in St.Jhon ma alcune frasi per dipingere il paesaggio poteva risparmiarsele davvero {per me}.
Due modi di far vivere i personaggi diversi, per fortuna.
Mi piace di più la magia dell'amor che usa Charlotte per quanto comunque anche lei attinga un pò al soprannaturale.
In alcuni punti l'ho trovato un romanzo un pò morto e a volte avrei voluto strozzare Jane per tutte le sue angoscie mentali.
A partire dal non volere alcun regalo dal signor Rochester... mi chiedo quale senzo abbia tutto ciò, ma io e Jane siamo due caratteri decisamente opposti per quanto entrambe cocciute e senza peli sulla lingua.
Ad ogni modo, mi farebbe piacere ripercorrere un pò i personaggi principale dell'intera vicenda soffermandomi poco su tutti, tanto per non rendere tediosa la recensione XD
Partendo da i primi personaggi che incontriamo... la famiglia Reed, direi che a primo impatto l'unico che mi sembrava degno di rispetto era il defunto... Ho odiato con tutta me stessa il carattere ignobile della signora Reed che se ne è andata come le aveva augurato di sparire; a differenza di Jane io non ho un animo tanto nobile da perdonare in punto di morte XD
Per il caro Jhon direi che si è meritato la sua fine, un bambino assurdo con alcuni lati del carattere impiantati proprio dalla madre.
Le altre due ragazze mi lasciavano per lo più indifferente anche se verso la fine ho trovato una simpatia per le due, poca, ma l'ho provata, soprattutto per la stoica Eliza.
Un piccolo salto a Lowood solo per dovere di cronaca. Mi è piaciuta molto la direttrice come la piccola Helen Burns di cui ho sofferto molto la morte per quanto me l'aspettassi in verità.
Ho dimenticato di dire che nella servitù l'unica degna di simpatia fu Bessie xD
Passando ai Fairfax Rochester...
La signora Fairfax mi è sempre stata molto simpatica anche se mi ha deluso molto quando tentava di allontanare Janet da Edward... anche se probabilmente lo faceva nella consapevolezza dell'esistenza di Bertha... o forse no lo sò.
Per il resto della servitù nulla da dire a parte per Grace Poole che si è meritata una rivalutazione alla scoperta della sua occupazione. Anche io ero caduta nella trappola di Janet e credevo fosse lei la pazza della casa con quella risata demoniaca.
Passiamo ad uno dei miei personaggi preferiti: Adèle, l'ho trovata una bambina dolicissima per quanto invece disprezzata dal signor Rochester, e non ho mai capito del tutto per quale assurdo motivo.
Nonostante il caratteraccio che si ritrova e la bruttezza che gli dona Charlotte io sono riuscita ad innamorarmi comunque di lui. Con la sua Janet tutto in lui cambia, persino la sua fisionomia, un'amore perfetto che distrugge tutto nel momento in cui si vede portare via la sua unica fonte di vita.
Penosa la separazione quanto i mesi di distanza, inziavo a disperare e a credere che non avrei mai più saputo niente di lui!
La famiglia Eyre Rivers mi è piaciuta molto, soprattutto le ragazze.
Per St.Jhon qualche disprezzo ce l'ho. Non riesco a capacitarmi che un cristiano come lui dia tanta leggerezza al matrimonio... non lo comprendo davvero!
{Piccola nota... non sono riuscita a non immaginarmi St Jhon con la faccia di Angeal di Final Fantasy Crisis Core e non ho idea del perchè XD}
Avevo davvero perso le speranze quando impetuoso arriva il richiamo di Edward e tutto il loro ricontro mi ha sciolto il cuore, davvero.
Ho gioito della morte di Bertha Mason per quanto mi avesse fatto pietà, dopotutto non era colpa sua se era pazza.
E rivederli vicini è stata una gioia.
Avrei voluto picchiarlo Edward quando tentava quasi di scacciare Jane per provare a se stesso che non era vero amore ma solo pietà.
Ho capito che dietro quell'aspetto burbero e forte in realtà si celava un animo fragile ed insicuro e questo mi ha fatto amare ancora di più Edward.
Passiamo alla protagonista ora, in conclusione.
Jane Eyre.... dopo il primo capitolo devo dire che avevo già immaginato che diventasse ricca, in qualche modo e quando la Reed le diede la lettera ci sperai di più anche se nulla poi sembrava cambiare, ma mai disperare!
Mi ha un pò scioccata la parentela fra lei e i Rivers ma è stata una piacevole sorpresa!
Per il resto il personaggio di Jane mi piace molto, combattiva, dura con se stessa ed allo stesso tempo dolce, non si è mai piegata fino in fondo sopratutto nell'animo e per questo l'ho apprezzata molto anche se a volte l'ho trovata davvero irritante nei suoi rggionamenti, nell'infliggersi da sè del dolore inutile.
{Apro un'ultima parentesi, dopo aver visto la copertina non ho potuto fare a meno di immaginarla tale, almeno in quella dell'edizione Mondadori! XD}
In conclusione il romanzo mi è piaciuto abbastanza, per quanto a volte pesante, e lo rileggerei volentieri!
Unico appunto a Charlotte: tutti quei riferimenti... ma che pizza ogni volta dover interrompersi per leggere la nota in basso! Alcuni riferimenti li ho trovati inutili. Posso capire quelli biblici in St.Jhon ma alcune frasi per dipingere il paesaggio poteva risparmiarsele davvero {per me}.
E' una delle poche volte in cui non riesco ad immedesimarmi in alcun personaggio.
Ho letto il libro davvero come un'estranea senza capire i comportamenti di nessuno di loro, o comunque non totalmente.
Giusto Nelly Dean mi è sembrata ragionevole ed ho condiviso i suoi sentimenti di disprezzo per Catherine Earnshaw-Linton, un pò meno quelli iniziali per Heathcliff.
All'inizio era un personaggio che mi piaceva e alla fin fine non è un brutto personaggio ma è così brutale da essere indifendibile.
L'ho odiato e a tratti la sua violenza mi ha fatto salire i brividi.
Ha molte attenuanti ma nessuna giustificazione...
Joseph è l'unico personaggio di per sè che avrei piacevolmente strozzato... mi è risultato persino più antipatico di Linton che ha avuto la decenza di morire da solo xD
Per quanto riguarda la famiglia Linton anche loro a tratti erano incomprensibili nel loro agire ma dopo tutto erano personaggi positivi soprattutto Edgar.
La giovane Cathy Linton è un personaggio che mi è piaciuto all'inizio ma che non ho sopportato nel suo rivolgersi ad Hareton, alla fine ha riacquistato molti punti.
Hareton Earnshaw è l'unico che mi sia VERAMENTE piaciuto. Trovo che sia un personaggio totalmente positivo in quanto racchiude in sè le sofferenze di Heathcliff, che me lo rendevano simpatico, e la forza, l'orgoglio della stessa Catherine Earnshaw.
E' un personaggio anomalo perchè si distacca, nell'animo, da tutti loro. Non è uno zotico e basta, ha un animo nobile costretto in una vita da zotico.
L'ho trovato dolcissimo nel cercare di essere migliore e sono contenta che abbia trovato il suo lieto fine con Cathy.
Per quanto riguarda la fine... bhè... la dipartita di Heathcliff è un pò come me la aspettavo. E mi è piaciuta l'immagine dei due "demonietti" che si sono rincontrati e che finalmente possono correre e giocare assieme nella loro brughiera come quando erano giovani e un pò più felici.
Dopotutto è un bel romanzo; bello anche per la sua stranezza, non è scontato, non è un ovvio romanzo d'amore anzi; peccato che sia la sua unica produzione.
{Nonostante tutto le preferisco la Austen; sicuramente anche per il mio lato terribilmente romantico}
Per il titolo... Secondo me quel "Wutering Heights" non si riferice solo all'effettivo nome dell'abitazione, come invece per la Grange, ma anche alle tempeste che animano la casa... dopotutto oltre ad esserci un maltempo reale su quelle colline c'è sempre una sorta di temporale: la tristezza dei personaggi è come la pioggia, le loro urla o i loro atti violenti sono un pà dei tuoni, le ansie ed i nervosismi forti come il vento.
Forse in questo titolo la Bronte ha voluto racchiudere l'essenza di un romanzo... o forse sono troppo poetica io XD
Ho letto il libro davvero come un'estranea senza capire i comportamenti di nessuno di loro, o comunque non totalmente.
Giusto Nelly Dean mi è sembrata ragionevole ed ho condiviso i suoi sentimenti di disprezzo per Catherine Earnshaw-Linton, un pò meno quelli iniziali per Heathcliff.
All'inizio era un personaggio che mi piaceva e alla fin fine non è un brutto personaggio ma è così brutale da essere indifendibile.
L'ho odiato e a tratti la sua violenza mi ha fatto salire i brividi.
Ha molte attenuanti ma nessuna giustificazione...
Joseph è l'unico personaggio di per sè che avrei piacevolmente strozzato... mi è risultato persino più antipatico di Linton che ha avuto la decenza di morire da solo xD
Per quanto riguarda la famiglia Linton anche loro a tratti erano incomprensibili nel loro agire ma dopo tutto erano personaggi positivi soprattutto Edgar.
La giovane Cathy Linton è un personaggio che mi è piaciuto all'inizio ma che non ho sopportato nel suo rivolgersi ad Hareton, alla fine ha riacquistato molti punti.
Hareton Earnshaw è l'unico che mi sia VERAMENTE piaciuto. Trovo che sia un personaggio totalmente positivo in quanto racchiude in sè le sofferenze di Heathcliff, che me lo rendevano simpatico, e la forza, l'orgoglio della stessa Catherine Earnshaw.
E' un personaggio anomalo perchè si distacca, nell'animo, da tutti loro. Non è uno zotico e basta, ha un animo nobile costretto in una vita da zotico.
L'ho trovato dolcissimo nel cercare di essere migliore e sono contenta che abbia trovato il suo lieto fine con Cathy.
Per quanto riguarda la fine... bhè... la dipartita di Heathcliff è un pò come me la aspettavo. E mi è piaciuta l'immagine dei due "demonietti" che si sono rincontrati e che finalmente possono correre e giocare assieme nella loro brughiera come quando erano giovani e un pò più felici.
Dopotutto è un bel romanzo; bello anche per la sua stranezza, non è scontato, non è un ovvio romanzo d'amore anzi; peccato che sia la sua unica produzione.
{Nonostante tutto le preferisco la Austen; sicuramente anche per il mio lato terribilmente romantico}
Per il titolo... Secondo me quel "Wutering Heights" non si riferice solo all'effettivo nome dell'abitazione, come invece per la Grange, ma anche alle tempeste che animano la casa... dopotutto oltre ad esserci un maltempo reale su quelle colline c'è sempre una sorta di temporale: la tristezza dei personaggi è come la pioggia, le loro urla o i loro atti violenti sono un pà dei tuoni, le ansie ed i nervosismi forti come il vento.
Forse in questo titolo la Bronte ha voluto racchiudere l'essenza di un romanzo... o forse sono troppo poetica io XD
Mi è piaciuto. Breve ma intenso.
non sembra scritto da lei, nel senso che non è come il libro con cui è uscita fuori.
Non parla di sesso, anzi, è molto duro sicuramente nei comnfronti della Chiesa per le sue posizioni sull'amore ma indipendentemente dall'essere d'accordo o meno a me è piaciuto molto (e sono anche d'accordo!)
non sembra scritto da lei, nel senso che non è come il libro con cui è uscita fuori.
Non parla di sesso, anzi, è molto duro sicuramente nei comnfronti della Chiesa per le sue posizioni sull'amore ma indipendentemente dall'essere d'accordo o meno a me è piaciuto molto (e sono anche d'accordo!)
E' fra i miei libri preferiti come lei è una delle scrittrici più brave che ci siano.
Jane Austen era una gran donna, sicuramente irriverente come tutto il libro.
Devo ammettere che all'inizio mi annoiava, diciamo fino a quando non arriva Darcy perché in questo secolo è impensabile tutto ciò che succede nel libro, a partire anche dalla madre che è ossessionata dal voler le figlie sposate tanto da divenire nevrotiche.
La cosa più bella del libro, oltre al fatto che è scritto molto bene e non è difficile nonostante sia parecchio vecchio, è il titolo.
Orgoglio, lui, Pregiudizio, lei.
Bellissimo, non avevo capito il titolo fino a quando non sono arrivata alla fine ed ho analizzato attentamente i caratteri dei due protagonisti.
Credo sia superficiale dire che nel corso del libro anche io, come Elizabeth, mi sono un po' innamorata di Mr Darcy!
Bello e tenebroso ma anche dolce nella sua durezza, che dire, l'uomo perfetto!
Bellissimo anche il film del 2003 mi pare, con Keira Knightley in cui si propone un finale alternativo niente male, assolutamente romantico.
Soprattutto il bello del film è che è molto fedele, secondo me, al libro, ed è davvero molto raro.
Jane Austen era una gran donna, sicuramente irriverente come tutto il libro.
Devo ammettere che all'inizio mi annoiava, diciamo fino a quando non arriva Darcy perché in questo secolo è impensabile tutto ciò che succede nel libro, a partire anche dalla madre che è ossessionata dal voler le figlie sposate tanto da divenire nevrotiche.
La cosa più bella del libro, oltre al fatto che è scritto molto bene e non è difficile nonostante sia parecchio vecchio, è il titolo.
Orgoglio, lui, Pregiudizio, lei.
Bellissimo, non avevo capito il titolo fino a quando non sono arrivata alla fine ed ho analizzato attentamente i caratteri dei due protagonisti.
Credo sia superficiale dire che nel corso del libro anche io, come Elizabeth, mi sono un po' innamorata di Mr Darcy!
Bello e tenebroso ma anche dolce nella sua durezza, che dire, l'uomo perfetto!
Bellissimo anche il film del 2003 mi pare, con Keira Knightley in cui si propone un finale alternativo niente male, assolutamente romantico.
Soprattutto il bello del film è che è molto fedele, secondo me, al libro, ed è davvero molto raro.
Per ora è l'unico libro che ho letto di Kafka e per questo credo proprio che ne leggerò altri. E' un libro piccolissimo, si legge in poche ore ed è appassionante.
Sicuramente Kafka era un genio, il libro è assolutamente surrealista tipico del periodo storico in cui si colloca.
Non è di difficile comprensione, anzi, è molto scorrevole e semplice, la storia se non fosse così crudele e macabra potrebbe addirittura essere letta ad un bambino.
La storia parla di un uomo comune, Gregor Samsa, impiegato che una mattina qualunque si sveglia diverso dal solito e col passare delle ore capisce di essersi trasformato in uno scarafaggio, surrealmente la famiglia poi capisce che è lui, Gregor ma i rapporti sono decisamente complicati, il cibo che mangia è diverso, è quello tipico dell'animale e nessuno osa avere un contatto fisico con lui, tanto ne sono schifati.
La fine è veramente triste e macabra ma l'importante della storia è la metafora che vi è dietro della condizione dell'uomo che non è accettato, della difficoltà nei rapporti quasi dell'incomunicabilità, elementi tipici del periodo.
Secondo me questo disagio espresso dall'autore in senso fantasioso è una metafore dell'artista nel mondo occidentale che nel periodo, ricordiamo che il libro è del 1915, non era più considerato un essere superiore ma semplicemente qualcuno di estraneo alla società.
L'artista iniziava ad essere disprezzato, non considerato o semplicemente visto come nulla-tenente.
In poche parole quello era il periodo della "perdita dell'aureola" dal quale nacquero le avanguardie, il simbolismo baudelairiano e tanto, tanto altro.
Sicuramente Kafka era un genio, il libro è assolutamente surrealista tipico del periodo storico in cui si colloca.
Non è di difficile comprensione, anzi, è molto scorrevole e semplice, la storia se non fosse così crudele e macabra potrebbe addirittura essere letta ad un bambino.
La storia parla di un uomo comune, Gregor Samsa, impiegato che una mattina qualunque si sveglia diverso dal solito e col passare delle ore capisce di essersi trasformato in uno scarafaggio, surrealmente la famiglia poi capisce che è lui, Gregor ma i rapporti sono decisamente complicati, il cibo che mangia è diverso, è quello tipico dell'animale e nessuno osa avere un contatto fisico con lui, tanto ne sono schifati.
La fine è veramente triste e macabra ma l'importante della storia è la metafora che vi è dietro della condizione dell'uomo che non è accettato, della difficoltà nei rapporti quasi dell'incomunicabilità, elementi tipici del periodo.
Secondo me questo disagio espresso dall'autore in senso fantasioso è una metafore dell'artista nel mondo occidentale che nel periodo, ricordiamo che il libro è del 1915, non era più considerato un essere superiore ma semplicemente qualcuno di estraneo alla società.
L'artista iniziava ad essere disprezzato, non considerato o semplicemente visto come nulla-tenente.
In poche parole quello era il periodo della "perdita dell'aureola" dal quale nacquero le avanguardie, il simbolismo baudelairiano e tanto, tanto altro.