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Mille splendidi soli by Khaled Hosseini
5.0

E' una recensione sofferta la mia, fatta con questo caldo asfissiante, con ancora addosso Laila e Mariam, con addosso Kabul e la guerra e tutto il resto.
E' un libro "pesante" a livello di sentimenti perché c'è un pozzo infinito di emozioni al suo interno. Non credo che si possa leggere questo romanzo e rimanere impassibili.
Hosseini è un maestro nel calarti dentro al personaggio, nel farti sentire tutte queste diverse emozioni, ma la storia parlerebbe anche da sola. E' un argomento che troppo spesso viene dimenticato, spesso malcompreso, ed indubbiamente troppo "forte" per alcune persone.
Sappiamo tutti che si dice sempre che la colpa è anche delle donne se non riescono ad uscire dalle leggi che le imprigionano nel loro ruolo. E alle volte è vero. Alle volte sono le donne che infliggono la pena ad altre donne.
Ma molto spesso, troppo spesso, le donne sono solo vittime e chi prova a ribellarsi è destinata ad una vita come quella di Laila e Mariam.
Ho sofferto con loro, riso con loro, pianto (tanto) con loro e mi sono arrabbiata verso il mondo, verso tutto il mondo, mi sono arrabbiata con gli uomini, con chi sapeva e non diceva.
Trovo che leggere un romanzo come questo cambi un po' la vita alle persone.
A me piace, e non l'ho mai nascosto, leggere di argomenti di questo genere perché mi piace addentrarmi in queste storie e tentare di capirne il più possibile e soprattutto mi aiutano a non dimenticare.
Perché con tutti i miei problemi io sono una persona fortunata. Io posso uscire di casa senza aver paura di essere percossa perché non accompagnata da un uomo, io posso decidere con chi stare e se stare con qualcuno, un giorno potrò decidere se sposarmi o meno, e soprattutto con chi, potrò scegliere se avere un bambino o meno, potrò essere felice sia che il mio bambino sia un maschio, sia che sia una femmina; ho potuto studiare, posso scegliere qualsiasi lavoro io voglia fare (ammesso che si trovi XD). Il mondo è mio, alla fin fine. La vita è la mia, io posso plasmarla a mio piacimento, per quanto possibile.
E a volte ci sembra scontato. Alle volte ci lamentiamo della scuola, del nostro lavoro, delle nostre relazioni. Ma sono tutte cose che bene o male abbiamo potuto scegliere.
Per Mariam e Laila le cose sono andate in modo molto molto molto diverso.
Essere una donna in Afghanistan sotto la guerra credo che sia una delle esperienze più brutte che possano capitare ad un essere umano. Anche essere un brav'uomo non dev'essere stato facile, in quell'ambiente.
L'idea che delle persone possano ridurre il loro stesso Paese in quelle condizioni mi da un po' la nausea. Pensare che persone abbiano ucciso la loro gente, il loro popolo per... per che cosa? Per potere, per religione, per assoggettare tutti al proprio volere? Mi schifa, devo dire la verità.
Ed è proprio per questo che questo libro è splendido. Perché è v e r o.
Tratta di storie vere. In Afghanistan, nell'arco degli anni presi in considerazioni, sono esistite migliaia di donne come loro; migliaia di vite sono state risucchiate dalla guerra, da un gioco di poteri, migliaia di bambini hanno perso le loro famiglie e migliaia di famiglie hanno perso i loro bambini. Migliaia di donne sono state uccise dai mariti o dai tribunali per i più svariati, ed insensati, motivi.
E' talmente vero che sembra quasi una finzione. E' un mondo così lontano dal nostro che sembra essere quasi fantascienza.
Eppure non lo è.
Cinque su cinque, perché c'è un pozzo di sentimenti dentro, perché scorre come l'olio e perché sono una donna e forse queste storie così mi spezzano ancora di più il cuore.