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Ogni tanto mi capita e leggo libri seri. E quando dico "seri", dico "grandi libri".
Dopo avere letto in giro un po' di recensioni entusiastiche ho deciso di metterci mano.
Il libro è "Julian" di Gore Vidal ovvero la biografia romanzata di Flavio Claudio Giuliano Augusto, nickname Giuliano l'Apostata.
Il libro ha quasi cinquantanni ma decisamente non li dimostra.
Molto accurato nelle ricerche storiche, scritto in inglese favoloso affronta sia il controverso personaggio di Giuliano sia l'affascinante periodo storico in cui si trova a vivere.
I primi tempi dell'Impero Romano d'Oriente e, soprattutto, il grandissimo cambiamento culturale che li accompagna: il passaggio del cristianesimo da religione perseguitata a religione di stato.
Vidal non ci va leggero nel dipingere i cristiani come non ci va leggero nel rappresentare le contraddizioni che il cristianesimo vive, il passaggio da religione perseguitata a religione di persecutori (*)
Su tutto la figura di Giuliano, complessa ed affascinante. Un imperatore di cui sappiamo ben poco che è rimasto relegato nel ruolo indicato dal suo nickname quasi cancellandolo dalla storia.
Un grande libro affascinante, oltre ogni moda e libro figo-d'-attualità.
Una critica alla religione di classe, decisamente più interessante delle varie diatribe oddifreddiane.
Nota: se amate Rino Camilleri e tutti i blah sulla "leggenda nera" ve lo sconsiglio.
(*) le diverse fazioni non c'andavano leggere.
(*) Freud lo definirebbe "uomo della storia" ma non "uomo della memoria". Vidal fa un ottimo lavoro nel farlo divenire anche "uomo della memoria"
Dopo avere letto in giro un po' di recensioni entusiastiche ho deciso di metterci mano.
Il libro è "Julian" di Gore Vidal ovvero la biografia romanzata di Flavio Claudio Giuliano Augusto, nickname Giuliano l'Apostata.
Il libro ha quasi cinquantanni ma decisamente non li dimostra.
Molto accurato nelle ricerche storiche, scritto in inglese favoloso affronta sia il controverso personaggio di Giuliano sia l'affascinante periodo storico in cui si trova a vivere.
I primi tempi dell'Impero Romano d'Oriente e, soprattutto, il grandissimo cambiamento culturale che li accompagna: il passaggio del cristianesimo da religione perseguitata a religione di stato.
Vidal non ci va leggero nel dipingere i cristiani come non ci va leggero nel rappresentare le contraddizioni che il cristianesimo vive, il passaggio da religione perseguitata a religione di persecutori (*)
Su tutto la figura di Giuliano, complessa ed affascinante. Un imperatore di cui sappiamo ben poco che è rimasto relegato nel ruolo indicato dal suo nickname quasi cancellandolo dalla storia.
Un grande libro affascinante, oltre ogni moda e libro figo-d'-attualità.
Una critica alla religione di classe, decisamente più interessante delle varie diatribe oddifreddiane.
Nota: se amate Rino Camilleri e tutti i blah sulla "leggenda nera" ve lo sconsiglio.
(*) le diverse fazioni non c'andavano leggere.
(*) Freud lo definirebbe "uomo della storia" ma non "uomo della memoria". Vidal fa un ottimo lavoro nel farlo divenire anche "uomo della memoria"