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Ascoltami ora: Storie di bambini e ragazzi oncologici by Maricla Pannocchia, Maricla Pannocchia
4.0

Parlare di tumori, mielomi, linfomi, leucemie e prevenzione è ormai all’ordine del giorno. Cento anni fa si moriva di infarto, di colera, di TBC – oggi si muore di cancro. Cancro ai polmoni, al seno, all’utero, al colon, al cervello, al midollo, alle ossa, allo stomaco, ai reni, al fegato, al pancreas, al sangue. E per quanto la notizia ci lasci di stucco, tutti abbiamo avuto – chi per esperienza diretta, chi per conoscenza – a che fare con questo male.
Ciò che stupisce maggiormente però, è sapere che i tumori non si manifestano solo in età avanzata. Non è la maturità a renderti la vittima ideale per questo nemico invisibile, che lentamente ti consuma dall’interno, no. Il numero di bambini e adolescenti che lottano quotidianamente è elevato – e se la notizia ti sorprende è perché, evidentemente, non se ne parla abbastanza. Sono infatti i più piccoli e i più fragili che, spesso senza avere neppure una reale cognizione di ciò che gli stia accadendo, vengono sottoposti a molteplici operazioni e devastanti cure oncologiche, che provano non solo il loro fisico, ma la loro stabilità emotiva:

Spesso si descrivono i ragazzi malati di tumore come degli eroi che hanno saputo essere positivi o che hanno combattuto con coraggio. Eleonora invece aveva paura, aveva paura ed era arrabbiata oltre misura per quello che le toccava subire e per quel tempo che le veniva rubato e che invece voleva trascorrere come una ragazza normale. Noi genitori e i nostri ragazzi non siamo eroi, siamo persone che a un certo punto hanno dovuto affrontare l’inimmaginabile, semplicemente perché non hanno avuto scelta.

Queste sono le parole della madre di Eleonora, una ragazzina di soli tredici anni, che sognava con l’impeto e l’impulsività della sua adolescenza, ma che si è dovuta arrendere all’evidenza.
Il libro raccoglie le storie di bambini e adolescenti, di famiglie i cui equilibri sono stati ribaltati in un giro di vite. Non tutte le storie purtroppo hanno un lieto fine, perché anche se il “mostro” ci mette il suo carico da 90, spesso ad aggravare la situazione sono gli effetti collaterali di terapie troppo aggressive, non adeguate ai più piccoli – dalle chemio all’autotrapianto.
Ed è proprio questo un altro punto su cui l’autrice spinge. Ci mette infatti di fronte a una realtà scomoda, spesso ignorata o taciuta: quanto facciamo e quanto ancora possiamo fare? Perché non sentiamo mai parlare di raccolte fondi o stanziamenti di denaro per la ricerca sui tumori infantili?
Prendere coscienza del problema è sicuramente un primo passo. Il prossimo sarebbe lavorare insieme affinché tutti - nessuno escluso – ricevano delle cure adeguate.


Ringrazio Maricla Pannocchia per avermi inviato il suo bellissimo libro, e lei, l’associazione Adolescenti e Cancro e la fondazione Cure2Children per tutto l’impegno, le forze e la vita che dedicano a dar voce a chi purtroppo non resta che un sussurro nel vento.