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rosegguk 's review for:

The Master and Margarita by Mikhail Bulgakov
4.0

Questo è uno di quei libri che mi mette in difficoltà perché non so come recensirlo. Non voglio dire troppo, ma non voglio dire neanche poche cose. E una via di mezzo è difficile trovarla quando ti trovi davanti un ciclone come questo.
Partiamo da una precisazione: non è una storia d'amore.
Sì, c'è anche quella, ma non stiamo parlando di "Orgoglio e Pregiudizio" o "Anna Karenina". Minimizzare questo romanzo alla storia d'amore che occupa sì e no 1/3 del libro è riduttivo.
Lo preciso perché anche se avevo letto la trama, avevo sentito spesso parlare di questo romanzo e mi sembrava di aver capito che fosse appunto a sfondo romantico.
In realtà in giro non ho trovato nessuna trama che mi soddisfacesse perché io odio le trame che indicano troppo la via percorsa dal romanzo. Mi spiego: l'identità di Woland viene spiegata solo dopo un bel po' che la storia va avanti e piazzare la sua identità nella prima riga delle trame rovina un po' il mistero che avvolge la sua figura. Per il resto non vorrei essere nei panni di chi ha dovuto scriverla perché questo libro è un po' come il Doctor Who dei telefilm: non c'è un modo per spiegarlo, lo devi leggere!
C'è dentro mistero, comicità, pesantezza, speranze, disillusioni. C'è dentro un po' tutto ed è uno dei pochi romanzi della letteratura russa su cui ho messo le mani che mi è effettivamente piaciuto.
Il libro, come detto nella trama, è sostanzialmente diviso in due: i giorni attuali di una Mosca sconvolta dalla presenza di Woland ed i giorni riguardanti la cattura di Cristo e le varie decisioni di Ponzio Pilato.
I capitoli su Pilato sono estremamente interessanti anche se ovviamente procedono più a rilento rispetto al resto. La Mosca sconvolta è praticamente la parte tragicomica del romanzo.
Io non ho provato nessuna pietà per i poveri malcapitati (fatta eccezione per Ivan e Berlioz -scusate, potrei scrivere male i cognomi, abbiate pietà di me) ed anzi, ho anche sentito una certa soddisfazione per le loro vicissitudini e mi sono divertita veramente tanto!
Gli accompagnatori di Woland sono personaggi molto caratteristi, coloriti e divertenti e in particolar modo ho adorato il gatto, Behemot.
Poi ovviamente come in tutti i libri, ed in particolare quelli molto descrittivi come questo, ci sono stati momenti morti in cui la lettura procedeva a rilento, ma meno di quanto mi aspettassi all'inizio sinceramente!
Quindi ve lo consiglio, mi ripeto, ed il mio voto finale è un quattro.
Qui il mio 4/5 non è per il finale tronco perché i cerchi sono tutti chiusi alla perfezione e non mi ha lasciata senza alcuna domanda, ma solo perché io personalmente non amo le descrizioni minuziose che sì, ti trasportano nel mondo ma alla lunga divengono pesanti ed affaticano l'immaginazione.