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rosegguk 's review for:
Le ho mai raccontato del vento del nord
by Daniel Glattauer
E' un libro particolare che ho letto poco dopo la scoperta di "Che tu sia per me il coltello", libro epistolare.
Qui si tratta invece di e-mail e di una conoscenza che avviene un po' per caso (nel libro di Grossman la conoscenza avviene per scelta da parte di Yair, il protagonista maschile).
Ma questa recensione non vuole essere il paragone tra due libri così profondamente differenti, tutt'altro.
Il romanzo, interamente in forma di e-mail, si legge molto velocemente come potete intuire dal numero esiguo di pagine. Io personalmente l'ho letto in circa quattro giorni (considerato che ho potuto leggerlo solo di sera prima di andare a letto si legge veramente in fretta!).
La storia è molto semplice, niente di idilliaco, è tipica del mondo in cui viviamo in cui la comunicazione è sempre più telematica.
Emmi e Leo sono due personaggi agli antipodi per quando credano di avere punti in comune. In realtà, a mio parere, non ne hanno alcuno ed è forse questo particolare a rendere la storia più interessante.
Due persone sole, si avvicinano, iniziano a scriversi senza un perché e finiscono per ritrovarsi stretti in un legame che non ha neanche una definizione. Leo e Emmi non sono una coppia di amici ma non sono neanche una coppia d'amanti. Sono qualcosa a metà, qualcosa che non ha necessariamente bisogno di essere definito.
Personalmente ho amato il personaggio di Leo Leike perché mi ci ritrovavo di più come idee. Il personaggio di Emmi mi è risultato invece controverso. Sotto quell'aria ironica che fa sorridere e che contagia c'era anche tanto da odiare, onestamente.
E' proprio per questo che i due personaggi sono opposti: Leo è un uomo abbastanza pacato, soprattutto nel suo modo di scrivere, Emmi invece è un vulcano, un cumulo di incertezze e contraddizioni. In un certo senso mi ha ricordato un po' Madame Bovary (prendete quest'affermazione con le pinze, eh!).
E' un libro con un finale un po' amaro, di quelli sospesi che ti lasciano con la voglia di saperne di più ma che allo stesso tempo non sarebbero potuti finire diversamente.
Personalmente odio i finali tronchi ma in questo caso direi che sarebbe stato impensabile qualcosa di diverso, anche se le scelte prese dai protagonisti fossero state in alcuni casi diverse.
E' un po' una storia senza speranza e senza futuro alcuno ma che allo stesso tempo deve essere preservata per il bene di entrambi.
Io quindi consiglio veramente questo libro come lettura leggera, magari per riposarsi da altri romanzi più "pesanti", o magari da portare sotto l'ombrellone quest'estate.
Il mio voto è stato 4/5 perché nonostante mi sia piaciuto non è uno di quei libri che ti lascia senza fiato e che vorresti rileggere altre mille volte. Il libro da cui non riesci a staccarti neanche dopo finito insomma.
(E poi i finali tronchi non li mando giù, neanche se dico che è una scelta azzeccata in questo caso! XD)
Qui si tratta invece di e-mail e di una conoscenza che avviene un po' per caso (nel libro di Grossman la conoscenza avviene per scelta da parte di Yair, il protagonista maschile).
Ma questa recensione non vuole essere il paragone tra due libri così profondamente differenti, tutt'altro.
Il romanzo, interamente in forma di e-mail, si legge molto velocemente come potete intuire dal numero esiguo di pagine. Io personalmente l'ho letto in circa quattro giorni (considerato che ho potuto leggerlo solo di sera prima di andare a letto si legge veramente in fretta!).
La storia è molto semplice, niente di idilliaco, è tipica del mondo in cui viviamo in cui la comunicazione è sempre più telematica.
Emmi e Leo sono due personaggi agli antipodi per quando credano di avere punti in comune. In realtà, a mio parere, non ne hanno alcuno ed è forse questo particolare a rendere la storia più interessante.
Due persone sole, si avvicinano, iniziano a scriversi senza un perché e finiscono per ritrovarsi stretti in un legame che non ha neanche una definizione. Leo e Emmi non sono una coppia di amici ma non sono neanche una coppia d'amanti. Sono qualcosa a metà, qualcosa che non ha necessariamente bisogno di essere definito.
Personalmente ho amato il personaggio di Leo Leike perché mi ci ritrovavo di più come idee. Il personaggio di Emmi mi è risultato invece controverso. Sotto quell'aria ironica che fa sorridere e che contagia c'era anche tanto da odiare, onestamente.
E' proprio per questo che i due personaggi sono opposti: Leo è un uomo abbastanza pacato, soprattutto nel suo modo di scrivere, Emmi invece è un vulcano, un cumulo di incertezze e contraddizioni. In un certo senso mi ha ricordato un po' Madame Bovary (prendete quest'affermazione con le pinze, eh!).
E' un libro con un finale un po' amaro, di quelli sospesi che ti lasciano con la voglia di saperne di più ma che allo stesso tempo non sarebbero potuti finire diversamente.
Personalmente odio i finali tronchi ma in questo caso direi che sarebbe stato impensabile qualcosa di diverso, anche se le scelte prese dai protagonisti fossero state in alcuni casi diverse.
E' un po' una storia senza speranza e senza futuro alcuno ma che allo stesso tempo deve essere preservata per il bene di entrambi.
Io quindi consiglio veramente questo libro come lettura leggera, magari per riposarsi da altri romanzi più "pesanti", o magari da portare sotto l'ombrellone quest'estate.
Il mio voto è stato 4/5 perché nonostante mi sia piaciuto non è uno di quei libri che ti lascia senza fiato e che vorresti rileggere altre mille volte. Il libro da cui non riesci a staccarti neanche dopo finito insomma.
(E poi i finali tronchi non li mando giù, neanche se dico che è una scelta azzeccata in questo caso! XD)