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giulia_177 's review for:

L'educazione by Tara Westover
5.0

Ho iniziato a leggere questo libro per un GDL - in teoria dovevano essere quattro tappe, inuile dire che le ho bruciate tutte.

La prosa è chiara e, nella sua semplicità, riesce a inglobare il lettore, il quale si trova catapultato in Idaho, nella casa della famiglia Westover, dove la parola affetto subisce mille sfumature di significato, fino a scadere nella violenza psicologica e fisica.
Tara è l'ultima di sette figli e ,forse per questo, risente maggiormente delle dinamiche familiari. Il papà, Gene, è un mormone estremista che crede che tutto accada per volere divino. La madre invece è cresciuta in città, circondata da comfort di ogni genere. A 19 anni viene catturata dalla personalità affascinante, anticonformista e fuori dal comune di Gene e decide di seguirlo in campagna per intraprendere una nuova vita.
Quella che inizialmente sembra essere una scelta consapevole si rivela però essere un soffocato grido di aiuto - Gene infatti impone le sue idee e il suo credo a tutta la famiglia: solo i tre figli più grandi hanno un certificato di nascita registrato; pretende che la prole venga istruita a casa dalla moglie; diffonde il panico in famiglia con storie su un possibile arrivo dei Federali che li avrebbero sterminati tutti; si prepara alla "Fine dei Giorni" sotterrando fucili, costruendo un bunker e immagazzinando quintali di pesche sotto spirito e altre conserve; tutti i figli, indipendentemente dall'età e dallo status fisico, devono contribuire all'attività di famiglia: raccolta materiali dalla discarica e ditta di costruzioni.

La madre di Tara, cultrice della medicina omeopatica, riesce a contrastare (parzialmente) la follia del marito, fino a quando - a causa di un bruttissimo incidente stradale per cui Gene si rifiuta di chiamare l'ambulanza - un trauma cranico non le impedirà di avere il controllo su se stessa e sulla famiglia.

Ecco che Luke, Tyler, Richard e Tara - i piccoli di casa - si troveranno quindi a doversi destreggiare tra la vita in discarica, gli incidenti domestici e la voglia di fuggire da quella gabbia di follia, mortificazione e violenza.

E' stata una lettura dolorosa sotto molteplici punti di vista, soprattutto perché, come sottolinea la Westover, siamo noi che - abbassando le nostre difese - permettiamo a chi amiamo di ferirci. E pur riconoscendo il pericolo, non è facile lasciarsi tutto alle spalle e scappare: chi ti ha messo sotto scacco fisico ed emotivo una volta, ahimè, potrà farlo sempre.
E un'altra tendenza delle vittime che amano troppo è proprio la costante giustificazione di atteggiamenti violenti e umiliazioni gratuite perché lo fa solo per il mio bene; lo fa perché sono sbagliata; lo fa perché l'ho provocato io... - acuendo solo il senso di colpa per qualcosa di cui in realtà non si è assolutamente responsabili.

Per fortuna, una via d'uscita c'è: l'istruzione.
Questa semplice parola in realtà dischiude un mondo di possibilità, che vanno ben oltre le credenze, gli estremismi religiosi e la violenza. E' proprio attraverso la conoscenza e l'arricchimento culturale, attraverso la sperimentazione di un mondo al di là della Principessa Indiana e del sistema di valori dei Westover, infatti, che Tara, Richard e Tyler riusciranno a intravedere un futuro più roseo di quello prospettato loro dai deliri di Gene e la violenza di Shawn.

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Un romanzo bellissimo, che in alcuni momenti è stato come un macigno sullo stomaco e mi ha lasciata in apnea e senza aria; che in altri ha fatto riaffiorare immagini devastanti della mia fragilità emotiva, di quando credevo di avere l'amore che meritavo, e non quello che speravo.
E come Tara, ho avuto bisogno di guardarmi allo specchio per vedere la donna che sono oggi e ricordare il mio fantasma che si rifletteva nello specchio sei anni fa. La voglia di abbracciare questa donna è tanta, inutile nascondervelo. Così come è superfluo aggiungere che questo piccolo, grande libro è stato messo di diritto sullo scaffale dei Libri del Cuore.

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Funny fact!
Durante la lettura ero su Deezer ad ascoltare gli HIM quando, inaspettatamente, sono partite in ordine:

Help dei Papa Roach
You're Gonna Go Far, Kid e The Kids aren't Alright degli Offspring.

Tutte canzoni che sposano benissimo l'argomento del libro! Sarà stato il caso? Un segno del destino? Non ne ho idea, ma sicuramente è venuta fuori una mini playlist di accompagnamento!