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rosegguk 's review for:
The Perks of Being a Wallflower
by Stephen Chbosky
E' il classico libro che potrei leggere tutto d'un fiato, in un giorno solo e che anche se sembra un libro da niente in realtà ti insegna molto.
La trama, sinceramente, non credo che riesca a cogliere a pieno quello che è questo libro.
Raccoglie tutta una vasta gamma di emozioni che arriverebbero a chiunque, perché chiunque ne ha provata almeno una. Racconta dell'amore adolescenziale, delle paure dei giovani, dei loro errori, dei loro sogni, della vita che a volte non è giusta ma che a volte sa anche come farti un regalo.
Charlie è un ragazzino disagiato, uno di quelli che ha difficoltà nell'aprirsi e nel farsi amici (e sinceramente mi ci rivedo molto per questo). Oserei dire che è affetto da una lieve forma di autismo, chi ha letto il libro capirà perché lo dico, ma più che altro affetto da animo sensibile. E dico "affetto" perché questa estrema sensibilità attecchisce il protagonista in più punti, e non solo nella sua accezione negativa.
Charlie è un ragazzo molto empatico, dall'intelligenza spiccata anche se a volte può sembrare il contrario.
Ho trovato curiosa la forma epistolare del romanzo perché non me l'aspettavo affatto. Ma è stata una sorpresa piacevole.
La cerchia di amici in cui si ritrova Charlie è una fra le più variegate che si possano scegliere: c'è la ragazza carina che tutti credono stupida ed egocentrica ma che in realtà ha solo bisogno d'amore, la ragazza segretamente appassionata di film, il ragazzo gay che tutti vorrebbero per amico, la ragazza più carina della scuola che di convenzionale non ha niente e così via. A volte questi amici sono la sua salvezza, a volte sono invece coloro che gli arrecano dolore. Coloro che lo spingono su una strada non proprio raccomandabile.
Fra alcol, sigarette e droghe Charlie inizia a farsi uno spazio in questo gruppo assortito di persone, quasi senza rendersene conto.
Charlie, in fondo, è solo un ragazzino confuso che si lascia un po' trasportare dagli altri.
E' uno che ha paura. Ed è uno che ci sente molto in colpa, che crede di avere qualcosa di sbagliato e si affanna per trovarlo. E' quello che piange per sua zia Helen, per il suo amico che si è suicidato un anno prima, per i suoi amici che lo lasciano solo, per i suoi amici che lo accolgono nel loro gruppo e per mille altre cose.
Fra attacchi di panico e crisi a limite dell'isteria impariamo a capire che Charlie non è quello che chiameremmo un ragazzo "normale" ma che allo stesso tempo è la persona più comune che abbiamo mai incontrato. Perché tutti ritrovano sicuramente un lato di loro in questo ragazzo speciale ed io personalmente l'ho trovato molto affine alla mia persona sotto molti aspetti. Forse è per questo che mi è piaciuto tanto.
Quindi il mio voto finale è stato 5/5. Vi consiglio caldamente di leggerlo e vi allego una citazione particolarmente lunga tratta dal libro (per invogliarvi!).
"Una volta, su un pezzo di carta gialla con le righe verdi,
scrisse una poesia,
e la intitolò "Chops",
perché quello era il nome del suo cane.
E i versi parlavano di lui.
Il professore gli diede una A
e una stella dorata;
e sua madre la appese alla porta della cucina
e la lesse a tutte le sue zie.
Era l'anno in cui Padre Tracy
portò tutti i ragazzi allo zoo,
e li lasciò cantare sull'autobus;
l'anno in cui nacque la sua sorellina,
con quelle unghiette minuscole,
senza capelli.
Sua madre e suo padre si baciavano sempre,
e la ragazza che abitava dietro l'angolo gli mandò
un biglietto di San Valentino con una fila di X,
e lui dovette chiedere a suo padre cosa significassero.
E suo padre, la sera, gli rimboccava sempre le coperte.
Era sempre pronto a farlo.
Una volta, su un pezzo di carta bianca con le righe blu,
scrisse una poesia,
e la intitolò "Autunno",
perché quella era la stagione che stava vivendo,
e i versi parlavano di questo.
Il professore gli diede una A
e gli chiese di scrivere in modo più chiaro;
sua madre non la appese alla porta della cucina,
perché aveva appena imbiancato.
E i ragazzi gli dissero
che Padre Tracy fumava sigari
e lasciava mozziconi sui banchi,
e a volte questi facevano dei buchi.
Era l'anno in cui sua sorella mise gli occhiali
con le lenti spesse, e la montatura nera;
e la ragazza che abitava dietro l'angolo rise,
quando le chiese di andare a vedere Babbo Natale.
E i ragazzi gli spiegarono perché
i suoi genitori continuavano a baciarsi:
suo padre non gli rimboccava mai le coperte,
e s'infuriava
se glielo chiedeva piangendo.
Una volta, su un pezzo di carta strappato dal suo taccuino,
scrisse una poesia,
e la intitolò "Innocenza: una domanda",
perché quello era il quesito che si poneva su di lei,
e i versi parlavano di questo.
Il suo professore gli diede una A,
e gli lanciò uno sguardo strano, serio;
e sua madre non la appese alla porta della cucina,
perché non gliela fece mai leggere.
Era l'anno in cui Padre Tracy morì,
e lui dimenticò come finiva
il "Credo degli Apostoli".
Sorprese sua sorella a fare sesso in veranda, sul retro;
e sua madre e suo padre non si baciavano mai,
e non si parlavano.
E la ragazza che abitava dietro l'angolo si truccava troppo,
e lui tossiva quando la baciava,
ma la baciava lo stesso,
perché era la cosa giusta da fare.
Alle tre del mattino si infilava nel letto,
e suo padre russava rumorosamente.
Ecco perché, sul retro di un sacchetto di carta marrone,
provò a scrivere un'altra poesia,
e la intitolò "Il nulla assoluto",
perché i versi, in realtà, parlavano di questo.
E si diede una A,
e si tagliò i suoi dannatissimi polsi.
E la appese alla porta del bagno,
perché questa volta, pensò, non sarebbe riuscito a raggiungere la cucina."
#Qualche speculazione (allerta spoiler!) Chi credete che fosse l'amico anonimo a cui ha sempre scritto Charlie?
Molti affermano che sia se stesso ed io personalmente concordo ma non condivido la motivazione scatenante di quest'affermazione.
Dicono che sia Charlie stesso perché nella prima lettera Charlie scrive a questa persona dicendogli che lo fa perché "non è andato a letto con lei, anche se avrebbe potuto" ed in seguito è quello che accade fra lui e Sam. Ma il punto è questo: Charlie scrive la sua lettera nel 1991 e tra lui e Sam succede quel che succede solo nel 1992. Non essendo un fantasy in cui si viaggia nel tempo ho i miei dubbi che sia andata così XD
Quindi credo che ci resterà sempre il dubbio.
La trama, sinceramente, non credo che riesca a cogliere a pieno quello che è questo libro.
Raccoglie tutta una vasta gamma di emozioni che arriverebbero a chiunque, perché chiunque ne ha provata almeno una. Racconta dell'amore adolescenziale, delle paure dei giovani, dei loro errori, dei loro sogni, della vita che a volte non è giusta ma che a volte sa anche come farti un regalo.
Charlie è un ragazzino disagiato, uno di quelli che ha difficoltà nell'aprirsi e nel farsi amici (e sinceramente mi ci rivedo molto per questo). Oserei dire che è affetto da una lieve forma di autismo, chi ha letto il libro capirà perché lo dico, ma più che altro affetto da animo sensibile. E dico "affetto" perché questa estrema sensibilità attecchisce il protagonista in più punti, e non solo nella sua accezione negativa.
Charlie è un ragazzo molto empatico, dall'intelligenza spiccata anche se a volte può sembrare il contrario.
Ho trovato curiosa la forma epistolare del romanzo perché non me l'aspettavo affatto. Ma è stata una sorpresa piacevole.
La cerchia di amici in cui si ritrova Charlie è una fra le più variegate che si possano scegliere: c'è la ragazza carina che tutti credono stupida ed egocentrica ma che in realtà ha solo bisogno d'amore, la ragazza segretamente appassionata di film, il ragazzo gay che tutti vorrebbero per amico, la ragazza più carina della scuola che di convenzionale non ha niente e così via. A volte questi amici sono la sua salvezza, a volte sono invece coloro che gli arrecano dolore. Coloro che lo spingono su una strada non proprio raccomandabile.
Fra alcol, sigarette e droghe Charlie inizia a farsi uno spazio in questo gruppo assortito di persone, quasi senza rendersene conto.
Charlie, in fondo, è solo un ragazzino confuso che si lascia un po' trasportare dagli altri.
E' uno che ha paura. Ed è uno che ci sente molto in colpa, che crede di avere qualcosa di sbagliato e si affanna per trovarlo. E' quello che piange per sua zia Helen, per il suo amico che si è suicidato un anno prima, per i suoi amici che lo lasciano solo, per i suoi amici che lo accolgono nel loro gruppo e per mille altre cose.
Fra attacchi di panico e crisi a limite dell'isteria impariamo a capire che Charlie non è quello che chiameremmo un ragazzo "normale" ma che allo stesso tempo è la persona più comune che abbiamo mai incontrato. Perché tutti ritrovano sicuramente un lato di loro in questo ragazzo speciale ed io personalmente l'ho trovato molto affine alla mia persona sotto molti aspetti. Forse è per questo che mi è piaciuto tanto.
Quindi il mio voto finale è stato 5/5. Vi consiglio caldamente di leggerlo e vi allego una citazione particolarmente lunga tratta dal libro (per invogliarvi!).
"Una volta, su un pezzo di carta gialla con le righe verdi,
scrisse una poesia,
e la intitolò "Chops",
perché quello era il nome del suo cane.
E i versi parlavano di lui.
Il professore gli diede una A
e una stella dorata;
e sua madre la appese alla porta della cucina
e la lesse a tutte le sue zie.
Era l'anno in cui Padre Tracy
portò tutti i ragazzi allo zoo,
e li lasciò cantare sull'autobus;
l'anno in cui nacque la sua sorellina,
con quelle unghiette minuscole,
senza capelli.
Sua madre e suo padre si baciavano sempre,
e la ragazza che abitava dietro l'angolo gli mandò
un biglietto di San Valentino con una fila di X,
e lui dovette chiedere a suo padre cosa significassero.
E suo padre, la sera, gli rimboccava sempre le coperte.
Era sempre pronto a farlo.
Una volta, su un pezzo di carta bianca con le righe blu,
scrisse una poesia,
e la intitolò "Autunno",
perché quella era la stagione che stava vivendo,
e i versi parlavano di questo.
Il professore gli diede una A
e gli chiese di scrivere in modo più chiaro;
sua madre non la appese alla porta della cucina,
perché aveva appena imbiancato.
E i ragazzi gli dissero
che Padre Tracy fumava sigari
e lasciava mozziconi sui banchi,
e a volte questi facevano dei buchi.
Era l'anno in cui sua sorella mise gli occhiali
con le lenti spesse, e la montatura nera;
e la ragazza che abitava dietro l'angolo rise,
quando le chiese di andare a vedere Babbo Natale.
E i ragazzi gli spiegarono perché
i suoi genitori continuavano a baciarsi:
suo padre non gli rimboccava mai le coperte,
e s'infuriava
se glielo chiedeva piangendo.
Una volta, su un pezzo di carta strappato dal suo taccuino,
scrisse una poesia,
e la intitolò "Innocenza: una domanda",
perché quello era il quesito che si poneva su di lei,
e i versi parlavano di questo.
Il suo professore gli diede una A,
e gli lanciò uno sguardo strano, serio;
e sua madre non la appese alla porta della cucina,
perché non gliela fece mai leggere.
Era l'anno in cui Padre Tracy morì,
e lui dimenticò come finiva
il "Credo degli Apostoli".
Sorprese sua sorella a fare sesso in veranda, sul retro;
e sua madre e suo padre non si baciavano mai,
e non si parlavano.
E la ragazza che abitava dietro l'angolo si truccava troppo,
e lui tossiva quando la baciava,
ma la baciava lo stesso,
perché era la cosa giusta da fare.
Alle tre del mattino si infilava nel letto,
e suo padre russava rumorosamente.
Ecco perché, sul retro di un sacchetto di carta marrone,
provò a scrivere un'altra poesia,
e la intitolò "Il nulla assoluto",
perché i versi, in realtà, parlavano di questo.
E si diede una A,
e si tagliò i suoi dannatissimi polsi.
E la appese alla porta del bagno,
perché questa volta, pensò, non sarebbe riuscito a raggiungere la cucina."
#Qualche speculazione (allerta spoiler!) Chi credete che fosse l'amico anonimo a cui ha sempre scritto Charlie?
Molti affermano che sia se stesso ed io personalmente concordo ma non condivido la motivazione scatenante di quest'affermazione.
Dicono che sia Charlie stesso perché nella prima lettera Charlie scrive a questa persona dicendogli che lo fa perché "non è andato a letto con lei, anche se avrebbe potuto" ed in seguito è quello che accade fra lui e Sam. Ma il punto è questo: Charlie scrive la sua lettera nel 1991 e tra lui e Sam succede quel che succede solo nel 1992. Non essendo un fantasy in cui si viaggia nel tempo ho i miei dubbi che sia andata così XD
Quindi credo che ci resterà sempre il dubbio.