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giulia_177 's review for:
Insomnia
by Stephen King
Se vi spettate uno dei “soliti” libri del Maestro, forse resterete un po’ delusi. Non ci sono mostri nell’ombra, artigli nella notte, e la suspance è ai minimi storici registrati, ma resta comunque una lettura piacevole.
La trama è a grandi linee semplice:
Siamo a Derry, la quarta città più grande del Maine.
Dopo la morte della moglie, Ralph inizia a soffrire d’insonnia. Un disturbo comune considerata la sua età, se non fosse che la privazione di sonno comporti anche una diversa percezione della realtà in cui vive e delle persone che lo circondano. Inizia a vederne l’aura, può capire il loro stato d’animo sulla base delle sfumature del bagliore che le circonda e, inevitabilmente, crede di essere impazzito del tutto.
Una mattina, il suo vicino di casa Ed Deepneau per poco non ammazza la moglie Helen, colpevole di aver firmato una petizione per accogliere in città Susan Day, paladina e attivista dei diritti per le donne e sostenitrice dell’aborto come libera scelta.
Proprio l’arrivo di Susan Day metterà in moto una serie di eventi che vedranno essenzialmente protagonisti Ed e la sua cricca degli Amici della Vita da un lato, e Ralph con l’amica e compagna Lois dall’altro.
Ovviamente, dietro alla matrice pro/contro abortista, si cela un disegno più grande.
Ralph scopre che anche Lois è in grado di percepire i pensieri degli altri e vederne le aure. E insieme si rendono conto di avere dei “poteri” - possono viaggiare attraverso i vari livelli di comprensione dei mondi - e vengono indirizzati lungo il percorso dai “dottorini calvi”, agenti della morte e dell’equilibrio, che Ralph ribattezza Cloto e Lachesi. Ma a completare la triade c’è anche Atropo, agente del caso (e del caos) che si scopre essere l’autore di tutto il parapiglia che anima Derry.
Come finirà questa storia? Beh, dolceamaro e una lacrimuccia - ma non dirò oltre.
Adesso, scendendo un minimo nei dettagli:
• la prima parte del libro è di una lentezza assurda. Ralph non fa altro che svegliarsi, non ricordarsi le cose, dormire sempre meno, cercare rimedi all’insonnia, blablabla. Che come intro ci sta tutta, ma dopo un po’ il sonno l’ha fatto venire a me!
• nel momento in cui si innesta l’azione e i personaggi diventano più attivi e coinvolti, allora si respira una ventata di vecchio King - non troppo, ma va bene!
• Quando ho letto di raggi laser che partono dalle mani dopo colpi di karate o mimando la pistola con il dito indice e medio, mi è venuta voglia di far volare il libro per aria. Per la serie “WTF? È impazzito del tutto?” Ma ho continuato a leggere - me ne sono fatta una ragione, diciamo, perché volevo capire dove volesse andare a parare.
• Ho apprezzato che abbia descritto questa sorta di gerarchia che regola i mondi e gli universi nel modo più neutrale possibile, senza riferimenti a una religione in particolare, sebbene vi sia un sottile rimando religioso o almeno spirituale.
• È un libro pubblicato nel ‘92, quindi magari alcuni contenuti vanno ricontestualizzati, ma il fatto che si accenni a temi importanti quali il femminicidio, la violenza sulle donne, il diritto all’aborto, offre un ulteriore notevole spunto di conversazione. E si percepisce chiaramente quale sia il pensiero dell’autore.
Nel complesso è un libro "carino". Forse un tantino troppo lungo, e non lo consiglierei tra i migliori libri di Stephen King - soprattutto se si soffre d’insonnia! Leggi che ti passa!
La trama è a grandi linee semplice:
Siamo a Derry, la quarta città più grande del Maine.
Dopo la morte della moglie, Ralph inizia a soffrire d’insonnia. Un disturbo comune considerata la sua età, se non fosse che la privazione di sonno comporti anche una diversa percezione della realtà in cui vive e delle persone che lo circondano. Inizia a vederne l’aura, può capire il loro stato d’animo sulla base delle sfumature del bagliore che le circonda e, inevitabilmente, crede di essere impazzito del tutto.
Una mattina, il suo vicino di casa Ed Deepneau per poco non ammazza la moglie Helen, colpevole di aver firmato una petizione per accogliere in città Susan Day, paladina e attivista dei diritti per le donne e sostenitrice dell’aborto come libera scelta.
Proprio l’arrivo di Susan Day metterà in moto una serie di eventi che vedranno essenzialmente protagonisti Ed e la sua cricca degli Amici della Vita da un lato, e Ralph con l’amica e compagna Lois dall’altro.
Ovviamente, dietro alla matrice pro/contro abortista, si cela un disegno più grande.
Ralph scopre che anche Lois è in grado di percepire i pensieri degli altri e vederne le aure. E insieme si rendono conto di avere dei “poteri” - possono viaggiare attraverso i vari livelli di comprensione dei mondi - e vengono indirizzati lungo il percorso dai “dottorini calvi”, agenti della morte e dell’equilibrio, che Ralph ribattezza Cloto e Lachesi. Ma a completare la triade c’è anche Atropo, agente del caso (e del caos) che si scopre essere l’autore di tutto il parapiglia che anima Derry.
Come finirà questa storia? Beh, dolceamaro e una lacrimuccia - ma non dirò oltre.
Adesso, scendendo un minimo nei dettagli:
• la prima parte del libro è di una lentezza assurda. Ralph non fa altro che svegliarsi, non ricordarsi le cose, dormire sempre meno, cercare rimedi all’insonnia, blablabla. Che come intro ci sta tutta, ma dopo un po’ il sonno l’ha fatto venire a me!
• nel momento in cui si innesta l’azione e i personaggi diventano più attivi e coinvolti, allora si respira una ventata di vecchio King - non troppo, ma va bene!
• Quando ho letto di raggi laser che partono dalle mani dopo colpi di karate o mimando la pistola con il dito indice e medio, mi è venuta voglia di far volare il libro per aria. Per la serie “WTF? È impazzito del tutto?” Ma ho continuato a leggere - me ne sono fatta una ragione, diciamo, perché volevo capire dove volesse andare a parare.
• Ho apprezzato che abbia descritto questa sorta di gerarchia che regola i mondi e gli universi nel modo più neutrale possibile, senza riferimenti a una religione in particolare, sebbene vi sia un sottile rimando religioso o almeno spirituale.
• È un libro pubblicato nel ‘92, quindi magari alcuni contenuti vanno ricontestualizzati, ma il fatto che si accenni a temi importanti quali il femminicidio, la violenza sulle donne, il diritto all’aborto, offre un ulteriore notevole spunto di conversazione. E si percepisce chiaramente quale sia il pensiero dell’autore.
Nel complesso è un libro "carino". Forse un tantino troppo lungo, e non lo consiglierei tra i migliori libri di Stephen King - soprattutto se si soffre d’insonnia! Leggi che ti passa!